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Halloween si avvicina e noi abbiamo pensato a un modo alternativo per festeggiarlo.

Hai mai sentito parlare di social writing, ovvero di scrittura collaborativa? Si tratta di un tipo di esercizio molto importante, che stimola gli alunni a lavorare insieme, ma anche a sviluppare la propria creatività e ad allenare il senso logico che occorre per creare una storia.

E qui ci è venuta in mente una sfida.

Noi abbiamo iniziato un racconto… ti va di finirlo tu con la tua classe?

Il castello di Azzurrina

 

Il 31 ottobre si avvicinava.

Luca guardava annoiato fuori dal finestrino, mentre suo padre guidava nella fredda notte. I suoi genitori erano degli amanti dei misteri e ogni Halloween lo costringevano a seguirli in un viaggio all’insegna del terrore.

L’anno precedente avevano visitato il castello di Dracula, in Romania. Quello prima erano andati in Scozia alla ricerca del mostro di Loch Ness, mentre quello prima ancora avevano visitato la piramide maledetta di Tutankhamon.

Quando era più piccolo lo trovava divertente, ma ormai Luca era grande. Aveva ben tredici anni e voleva passare le vacanze con i suoi amici, che per Halloween organizzavano sempre una festa incredibile.

“Su, non fare quella faccia!” gli sorrise la madre, che lo osservava dallo specchietto retrovisore. “Sono certa che ti divertirai”

“Come no…” borbottò lui di rimando, mentre eliminava l’ennesima notifica di WhatsApp che lo informava che i suoi amici si stavano preparando per iniziare la loro serata.

 

Circa un’ora dopo Luca e la sua famiglia erano finalmente giunti in Emilia Romagna, davanti al famoso castello di Montebello. Non si sa come, i suoi genitori avevano strappato il permesso di trascorrervi tutto il weekend.

Luca sbuffò e lesse per la centesima volta la guida di benvenuto: si diceva che nel XIV secolo la principessa Azzurrina fosse scomparsa misteriosamente in una delle sale mentre stava giocando con la sua palla. Le guardie avevano sentito delle urla, ma una volta arrivate sul posto non avevano trovato nulla. Nessuno aveva mai più visto la bambina, ma si diceva che da allora il suo spettro infestasse il palazzo.

Luca sbuffò: che sciocchezza. I fantasmi non esistono, lo sanno tutti.