Strumenti e risorse



media literacy
La tecnologia digitale ha un grande impatto sulla comunicazione e sui suoi mezzi, potenziando il “raggio d’azione” di quelli già esistenti e creandone di “nuovi”, come i social network. Le possibilità di informarsi e conoscere sono cresciute esponenzialmente e la nostra vita quotidiana è pervasa di dati, notizie e comunicazioni di vario genere che ci arrivano da fonti diverse: la televisione, Facebook, Twitter, i blog che seguiamo, la stampa cartacea e digitale, la radio, i cartelloni pubblicitari.

Nell’arco di una giornata riceviamo moltissimi stimoli informativi, tanto che spesso può diventare difficile distinguere ciò che è davvero rilevante da ciò che non lo è, così come individuare un’informazione veritiera e attendibile da una notizia falsa. E questo è vero a maggior ragione per i più giovani, che a volte non possiedono gli “strumenti” giusti per farlo.

Abbiamo raccolto per voi alcuni spunti per portare l’educazione ai media in classe e aiutare gli studenti ad acquisire le competenze necessarie a comprendere i meccanismi dei mezzi di comunicazione e a saperli usare e interpretare nel modo giusto.

 


insegnanti e genitori
Troppo spesso la relazione tra docenti e genitori viene percepita come una sfida, una prova di forza, e il vero obiettivo – il benessere e il successo dello studente – passa in secondo piano. Un rapporto costruttivo in questo senso dovrebbe invece nascere dalla cooperazione, dalla fiducia e dal sostegno reciproco tra due figure fondamentali per la crescita dei ragazzi.

Non sempre è facile, certo, anche se si parte con le migliori intenzioni. Ma anche in queste situazioni la tecnologia potrebbe fornire dei validi strumenti per creare uno scambio positivo ed efficace, migliorando la comunicazione tra le due parti e aumentandone il coinvolgimento.


Libro risorse gratuite insegnanti bSmart
Cari Docenti,

Oggi vorrei parlarvi di contenuti e risorse per le vostre lezioni.
Quando mi reco nelle scuole, in molti mi chiedono suggerimenti per arricchire le loro lezioni oppure esprimono, tra le difficoltà a inserire il digitale nella prassi quotidiana, il fatto di essere disorientati rispetto all’uso libero di contenuti. Prendendo spunto dalle richieste, ho scritto per voi questo articolo. Mi auguro che possa esservi di aiuto: leggendolo (complice la tranquillità delle vacanze natalizie) potreste scoprire nuovi modi per innovare o arricchire la vostra didattica.


natale-giochi-didattici-ragazzi
Natale è ormai alle porte: in questi giorni è bene cominciare a pensare ai regali da mettere sotto l’albero! In molte scuole è diventata ormai tradizione per gli insegnanti organizzare, insieme ai genitori, l’acquisto di giochi didattici per gli studenti in occasione delle festività natalizie.

Perciò abbiamo stilato una “lista dei desideri” con 10 (+1) tra le migliori proposte di attività ludiche a scopo educativo, da proporre a bambini e ragazzi per usare il tempo di svago dell’intervallo in modo costruttivo, o da utilizzare come spunto per iniziative didattiche alternative.

Una risorsa interessante anche per quei docenti che sono alla ricerca di regali per i propri figli in età scolare!

Per una consultazione più agevole, abbiamo già suddiviso le proposte per grado scolastico… a voi la scelta!


coding
In occasione della tre giorni di iniziative organizzata dal Ministero dell’Istruzione presso la Reggia di Caserta dal 25 al 27 novembre per festeggiare il primo compleanno del Piano Nazionale Scuola Digitale, il Ministro Stefania Giannini ha annunciato lo stanziamento di 100 milioni per il rafforzamento delle competenze digitali degli studenti, a partire dal pensiero computazionale: “Ogni studente imparerà a programmare: dal prossimo anno tutte le scuole primarie avranno la possibilità di fare 60 ore all’anno di coding.”

Ma perché conoscere i principi della programmazione e del pensiero computazionale è così importante? Non è quindi solo una competenza informatica da “tecnici”?

Non si sta parlando solo di formare gli studenti affinché siano in grado di scrivere codice per realizzare programmi informatici, ma anche di far loro acquisire le competenze necessarie ad analizzare un determinato problema – anche molto complesso – e trovare la soluzione più efficace per risolverlo attraverso azioni consequenziali.

Già molte scuole hanno fatto esperienze in questo senso utilizzando strumenti come Scratch, avviando progetti di robotica educativa o partecipando a iniziative come Programma il Futuro; voi vi siete già lanciati nella sperimentazione? Abbiamo raccolto alcuni consigli e suggerimenti per chi volesse cominciare.


bullismo
L’attenzione sugli episodi di bullismo è sempre più alta, come testimoniano le tante iniziative promosse dallo stesso Ministero dell’Istruzione (come, ad esempio, il Piano nazionale per prevenire e combattere il bullismo e il cyberbullismo in classe) e da altri soggetti (si pensi a Facebook) per sensibilizzare e informare i ragazzi, i loro genitori e la scuola.  

Tra gli effetti negativi del dilagare del digitale in tutti gli ambienti, anche quello scolastico, c’è anche il cyberbullismo, cioè l’aver prolungato la vita degli atti di violenza portandoli online: chi ne è vittima viene bersagliato non solo “in presenza”, ma può essere preso di mira in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo, una situazione che lo porta a pensare di non avere scampo.

In questo post abbiamo raccolto alcune risorse da condividere con i vostri studenti, a dimostrazione, invece, che gli stessi strumenti digitali utilizzati dai bulli possono essere sfruttati anche per fermarli. Basta saperli usare in modo consapevole, nel rispetto di se stessi e degli altri.



fumetti
Non solo svago per il tempo libero o distrazione durante la lezioni, ma strumenti didattici efficaci che possono rivelarsi utili a vari livelli. Secondo alcuni docenti ed educatori, i fumetti aiutano gli studenti a migliorare le competenze di lettura e scrittura, a comprendere più facilmente concetti complessi e ad avvicinarsi (se non addirittura ad appassionarsi) alla lettura.

Il loro punto di forza rispetto ai libri è naturalmente la componente visuale, un linguaggio molto più vicino ai ragazzi rispetto al semplice testo scritto, vista la quantità crescente di tempo che passano a contatto con i media di tipo visivo, dalla televisione, ai videogiochi e alla fotografia, che è ormai diventata il loro mezzo di comunicazione privilegiato, soprattutto sui social network.

Ecco quindi alcune riflessioni per valutare se e come integrare i fumetti nelle vostre lezioni.