Ottobre 2021

inklewriter
Ultimamente nei nostri canali si parla molto di storytelling e social writing. Come forse sapete già, per promuovere queste attività nelle classi, abbiamo lanciato una sfida a voi docenti.

Anche scrivere una storia interattiva è un ottimo modo per allenare la creatività e fare pratica con il senso logico, facendo capire che a ogni azione corrisponde una conseguenza diversa.

In base alle scelte fatte, il racconto si evolverà fino ad avere, forse, anche un finale diverso.

Avete mai provato a fare questo esperimento con la vostra classe? Ecco un fantastico tool gratuito che potete usare!


Infondere e stimolare la conoscenza nei propri studenti è fondamentale per un insegnante. Il docente è una figura imprescindibile e insostituibile, che probabilmente resterà sempre nella mente dell’alunno e il suo ricordo continuerà a influenzarlo anche ad anni di distanza.

Ecco un articolo di Medium che abbiamo selezionato e tradotto per voi.


halloween
Halloween si avvicina e noi abbiamo pensato a un modo alternativo per festeggiarlo.

Hai mai sentito parlare di social writing, ovvero di scrittura collaborativa? Si tratta di un tipo di esercizio molto importante, che stimola gli alunni a lavorare insieme, ma anche a sviluppare la propria creatività e ad allenare il senso logico che occorre per creare una storia.

E qui ci è venuta in mente una sfida.

Noi abbiamo iniziato un racconto… ti va di finirlo tu con la tua classe?

Il castello di Azzurrina

 

Il 31 ottobre si avvicinava.

Luca guardava annoiato fuori dal finestrino, mentre suo padre guidava nella fredda notte. I suoi genitori erano degli amanti dei misteri e ogni Halloween lo costringevano a seguirli in un viaggio all’insegna del terrore.

L’anno precedente avevano visitato il castello di Dracula, in Romania. Quello prima erano andati in Scozia alla ricerca del mostro di Loch Ness, mentre quello prima ancora avevano visitato la piramide maledetta di Tutankhamon.

Quando era più piccolo lo trovava divertente, ma ormai Luca era grande. Aveva ben tredici anni e voleva passare le vacanze con i suoi amici, che per Halloween organizzavano sempre una festa incredibile.

“Su, non fare quella faccia!” gli sorrise la madre, che lo osservava dallo specchietto retrovisore. “Sono certa che ti divertirai”

“Come no…” borbottò lui di rimando, mentre eliminava l’ennesima notifica di WhatsApp che lo informava che i suoi amici si stavano preparando per iniziare la loro serata.

 

Circa un’ora dopo Luca e la sua famiglia erano finalmente giunti in Emilia Romagna, davanti al famoso castello di Montebello. Non si sa come, i suoi genitori avevano strappato il permesso di trascorrervi tutto il weekend.

Luca sbuffò e lesse per la centesima volta la guida di benvenuto: si diceva che nel XIV secolo la principessa Azzurrina fosse scomparsa misteriosamente in una delle sale mentre stava giocando con la sua palla. Le guardie avevano sentito delle urla, ma una volta arrivate sul posto non avevano trovato nulla. Nessuno aveva mai più visto la bambina, ma si diceva che da allora il suo spettro infestasse il palazzo.

Luca sbuffò: che sciocchezza. I fantasmi non esistono, lo sanno tutti.


In Italia si stima che oltre due milioni di persone manifestino dislessia e altri disturbi specifici dell’apprendimento.

A essere precisi, non esistono dati ufficiali sul numero totale di persone con DSA, anche perché questi tipi di disturbi vengono diagnosticati in maniera diffusa da meno di trent’anni.

In base all’ultima indagine pubblicata dal Ministero dell’Istruzione, relativa all’anno scolastico 2018/2019, gli alunni frequentanti le scuole italiane a cui è stato diagnosticato un disturbo specifico dell’apprendimento sono 298.114, ovvero il 4,9% sul totale.

Proiettando questa percentuale sulla popolazione nazionale, si può quindi ipotizzare che le persone con DSA in Italia siano oltre 2 milioni.

 

La Settimana Nazionale della Dislessia

settimana dsa

Dal 4 al 10 ottobre l’AID, l’Associazione Italiana Dislessia, promuove la Settimana Nazionale della Dislessia.

Per questa occasione abbiamo avuto il piacere di intervistare Letizia Di Nora, membro del consiglio direttivo dell’associazione. Letizia è un’insegnante, ma è attiva nell’Associazione soprattutto in qualità di genitore. Suo figlio, infatti, è dislessico e così lei ha condiviso con noi alcuni aspetti della doppia esperienza di madre e allo stesso tempo di docente che lavora ogni giorno con ragazzi con DSA. Ecco cosa ci ha raccontato.