Siamo giunti all’ultimo episodio di Così si fa la scuola, la nostra rubrica sui personaggi che hanno lasciato un segno nel mondo dell’education e che ci ha accompagnato per un anno. Abbiamo deciso di dedicare questo numero a Helen Keller, una donna che in Italia non è molto famosa, ma che è invece importantissima per la cultura nord-americana.

Questa è la storia di una donna che, anche se non in grado di vedere o si sentire, è diventata una delle più grandi scrittrici e attiviste statunitensi.

Helen Keller adulta

Helen Keller, dalla cecità all’attivismo

Helen Keller nacque in una famiglia benestante dell’Alabama nel 1880. Quando aveva poco più di un anno si ammalò (probabilmente di scarlattina o meningite) e perse completamente la vista e l’udito. Per esprimersi, inventò una serie di gesti che per alcuni anni furono il suo unico modo per comunicare con l’esterno.

La madre capì che forse anche Helen aveva un futuro dopo aver letto di una donna sordo-cieca, Laura Bridgman, che aveva studiato in una scuola specializzata, la Perkins Institute for the Blind, che esiste ancora oggi. Proprio in questo istituto si era appena diplomata Anne Sullivan, che era rimasta quasi del tutto cieca dopo aver contratto un’infezione oculare da bambina.

Helen Keller e Anne Sullivan

Helen Keller adolescente e Anne Sullivan

L’incontro con Anne Sullivan

Anne Sullivan non aveva mai voluto accettare la propria condizione e si era impegnata tantissimo, al punto da diventare la prima donna sordo-cieca a diplomarsi. Non ancora ventenne, le fu affidata l’educazione di Helen Keller, che all’epoca aveva solo sette anni.

Le due erano persone molto diverse. Anne aveva studiato duramente per arrivare a ricoprire la posizione di insegnante, mentre Helen sembrava invece distratta, poco incline allo studio. La sua maestra capì di dover usare un metodo diverso con lei e in breve tempo riuscì a insegnarle il linguaggio dei segni e a leggere il Braille. È rimasta iconica la scena dell’acqua.

Anne Sullivan rimase una figura fondamentale della vita di Helen Keller e le diede l’ispirazione per continuare a formarsi e a studiare.

L’impegno politico e la sensibilizzazione

Helen Keller iniziò a studiare e si rivelò un’alunna molto intelligente. Si diplomò anche lei alla Perkins, come la sua amata tutrice, e nel 1904, all’età di ventiquattro anni, si laureò con lode al Radcliffe College, presso l’università di Harvard, diventando la prima persona sordo-cieca al mondo ad aver conseguito una laurea triennale.

Nel 1903 iniziò a scrivere la sua autobiografia The story of my life e a interessarsi di politica, entrando a far parte del movimento socialista, a favore della classe operaia. Diventò una delle scrittrici statunitensi più popolari e insieme alla sua maestra viaggiò per il mondo, allo scopo di fare sensibilizzazione e prevenzione sulla cecità.

Grazie a questo attivismo, negli Stati Uniti e nel mondo nacquero diversi istituti gratuiti per persone affette da cecità e sordità.

Helen Keller laurea

Helen Keller il giorno della laurea

Dopo la morte

Helen Keller morì nel 1968, ma la sua fama non scomparve con lei. Nel 1971 è stata inserita nella Hall of fame delle donne dell’Alabama e dalla sua vita e dal suo profondo legame con Anne Sullivan fu tratto lo spettacolo teatrale Anna dai miracoli.

Anna dei miracoli

Una scena dello spettacolo Anna dei miracoli

 

Conoscevi già l’incredibile storia di Helen Keller? Se vuoi saperne di più, ti consigliamo di vedere il film del 1963 Anna dei miracoli, oppure lo spettacolo di Emanuela Giordano. Un’altra valida alternativa è il libro illustrato omonimo di Ana Juan.



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