Metaverso a scuola?

Da un po’ di tempo si sente parlare di metaverso, una nuova realtà virtuale che è già stata sperimentata in diversi settori, come i social, i videogiochi, la moda e la ristorazione.

Ma che cosa succede quando si prova a portare il metaverso a scuola?

Metaverso

Metaverso: a che punto siamo

Per adesso il metaverso sembra ancora un sogno, un qualcosa di indefinito, ma in soli pochi mesi ci sono stati parecchi passi avanti. C’è chi afferma che sarà il futuro di Internet e che, con esso, il mondo digitale cambierà totalmente, permettendo delle esperienze completamente nuove.

Si è cominciato a parlare di metaverso nell’autunno del 2021, quando Mark Zuckerberg ha affermato che Facebook avrebbe avuto un ruolo fondamentale. L’imprenditore statunitense ha spiegato che intende partecipare attivamente alla costruzione del metaverso, con grandi investimenti. Di recente ha anche incontrato il presidente del Consiglio Mario Draghi, e ha confermato la sua intenzione di collaborare con il governo italiano per valorizzare i punti di forza del Paese nei settori della tecnologia e del design.

Mark Zuckerberg Facebook Meta Metaverso

Mark Zuckerberg (credits: Anthony Quintano – Flickr)

Metaverso: che cos’è esattamente?

Per metaverso si intende uno spazio virtuale abitato da avatar. Il termine è tratto dal romanzo del 1992 Snow Crash di Neal Stephenson, dove il metaverso è questa realtà virtuale a cui si accede tramite il web. In questo mondo possono entrare esclusivamente avatar tridimensionali, che si riconoscono nelle classi sociali a seconda della risoluzione del personaggio e della libertà di movimento.

Anche al di fuori di questo libro, il metaverso è un mondo virtuale in cui si riproducono tutte le azioni del mondo reale, dai pranzi, alle riunioni, alle attività sportive e ludiche. È pensato come un luogo in cui ci si può incontrare per vivere delle esperienze senza, tuttavia, lasciare fisicamente il proprio appartamento. Immaginate, per esempio, di recarvi virtualmente in spiaggia o di visitare luoghi sconosciuti, mentre in realtà vi trovate nel salotto di casa.

Metaverso

Nel corso del Facebook Connect 2021, Mark Zuckerbeg ha presentato il suo Horizon Home, che sarà una delle piattaforme di accesso, tramite visori di realtà virtuale, al metaverso. Si tratta dello spazio in cui potremo personalizzare il nostro avatar e invitare quelli dei nostri amici.

Inutile dire che il metaverso ha attirato l’attenzione di diversi personaggi di spicco, provenienti non solo dal settore dell’informatica e dei social network. Nike, per esempio, è al lavoro per progettare le sue prime scarpe virtuali, mentre a Milano nel metaverso poche settimane fa si è svolta la prima Fashion Week e per alcune ore è stato online il primo bar virtuale.

Ovviamente, c’è ancora tanto da fare e ci vorranno anni prima di vedere all’attivo un metaverso funzionante come quello descritto nell’opera di Stephenson. Tuttavia, anche se suona ancora come una storia di fantascienza, il metaverso ha già cominciato a muovere i primi passi anche nel mondo dell’education.

Metaverso e education

Metaverso e Education: la realtà virtuale arriva a scuola

Abbiamo detto che il metaverso permetterà di viaggiare senza di fatto uscire di casa: pensate a quante cose si potrebbero fare con la scuola! Si potrebbero visitare mostre e musei, città lontanissime, frequentare laboratori, incontrarsi e confrontarsi con insegnanti e alunni dall’altro capo del mondo… semplicemente rimanendo in aula.

Parliamo di esperienze virtuali che fino a pochi anni fa sembravano possibili solo nei libri e nei film… eppure questa realtà non è poi così lontana.

La St. Louis School di Milano

A Milano c’è un istituto che ha deciso di credere nel metaverso e di investirvi, così da permettere ai propri studenti di sperimentare un apprendimento ibrido, a metà tra quello tradizionale e quello più innovativo. Stiamo parlando della St. Louis School, una delle scuole più all’avanguardia al mondo, che si divide in vari cicli, dai 2 ai 18 anni. Fa parte del gruppo Inspired Education, che comprende numerosi istituti d’élite sparsi in tutto il globo.

St. Louis School di Milano

La sede della St. Louis School a Milano

Questa didattica si articola su due mondi che si intrecciano: nel mondo reale gli alunni studiano e interagiscono con libri cartacei e digitali e hanno a disposizione diversi strumenti informatici, da tablet a sensori per la realtà aumentata e virtuale.

Contemporaneamente, però, nel metaverso nascerà una scuola interamente virtuale, che potrà essere raggiunta da qualsiasi luogo dagli studenti del gruppo Inspired. I ragazzi, quindi, potranno riunirsi e collaborare insieme e vivere esperienze incredibili, come ricostruzioni storiche ed esperimenti scientifici e pratici. Potranno, di conseguenza, fare pratica… senza fare davvero pratica, quindi senza il rischio di incidenti.

Una ricerca di PwC, infatti, ha dimostrato che l’apprendimento tramite realtà virtuale porta risultati incredibilmente positivi: gli studenti imparano meglio e più velocemente. Il 40%, infatti, dichiara di sentirsi più sicuro nel mettere alla prova ciò che ha imparato, inoltre, la velocità di apprendimento aumenta del 400% rispetto all’insegnamento tradizionale.

Realtà virtuale

Certo, stiamo parlando di uno degli istituti scolastici più esclusivi al mondo (si tratta della scuola che frequenta il figlio di Fedez e Chiara Ferragni, per intenderci, e quindi non accessibile alla maggior parte delle persone comuni), ma ci piace sperare che un giorno l’apprendimento virtuale diventerà di pubblico dominio.

Scopri di più a Fiera Didacta

Inoltre, se vuoi conoscere di più sulle innovazioni del mondo della scuola, ti consigliamo di partecipare a Fiera Didacta Italia, che si svolgerà a Firenze dal 20 al 22 maggio. Ci saremo anche noi e abbiamo organizzato tre eventi, dove presenteremo alcune delle funzionalità più amate della nostra piattaforma bSmart!

Che cosa ne pensi? Ci sarai?



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