L’obiettivo più grande della scuola non è trasmettere delle nozioni, ma preparare i più giovani alla vita, insieme alle loro famiglie. Ciò significa fornire loro gli strumenti necessari ad affrontarne anche gli aspetti più difficili da comprendere, più “scomodi”, ma di fronte ai quali non è possibile chiudere gli occhi.

Portare in classe l’attualità è una scelta educativa giusta e doverosa, ma non certo facile: come riuscire a parlare, ad analizzare fatti di cronaca che spesso purtroppo fanno riferimento ad atti di violenza, senza urtare la sensibilità degli studenti – soprattutto dei più giovani – ma stimolandoli a interrogarsi e a trovare delle risposte che li sostengano nel loro cammino verso l’età adulta?

In questo post troverete suggerimenti e attività didattiche per trattare l’attualità durante le vostre lezioni, con alcuni focus specifici su come affrontare il tema degli attacchi terroristici e introdurre bambini e ragazzi alla politica.

Spiegare le notizie di attualità a bambini e ragazzi

Disastri naturali, terrorismo, omicidi, violenza diffusa: molte delle notizie che entrano nelle nostre case attraverso vari mezzi (telegiornali, quotidiani, social network) riportano fatti terribili. Come proteggere i più giovani da temi così angoscianti? Come filtrare le informazioni che ricevono (e che, nella maggior parte dei casi, non sono presentate in una modalità adatta alla loro età)? È meglio tenerli all’oscuro di tutto?

Innanzitutto: date il buon esempio. Controllate le vostre reazioni nei confronti dei fatti di cronaca, cercate di restare calmi e razionali; i ragazzi adotteranno il vostro stesso approccio. E non sottraetevi alle loro domande; una discussione serena aiuta a risolvere dubbi e a rassicurare.

Questi sono solo alcuni dei consigli utili per supportare insegnanti e genitori nel gestire il confronto con l’attualità. All’interno dell’articolo che vi proponiamo qui sotto ce ne sono molti altri, differenziati anche per età.

 

Leggi l’articolo Explaining the News to Our Kids, di Caroline Knorr, Common Sense Media.

 

Come parlare agli studenti del terrorismo, della politica e dell’instabilità dei nostri giorni

Gli eventi spaventosi di cui siamo stati testimoni recentemente hanno certamente sconvolto le nostre menti di adulti, ed è perfettamente comprensibile che anche i più giovani si sentano in qualche modo in pericolo, anche nella loro quotidianità. Un’insegnante americana ha deciso di condividere sul suo blog la propria esperienza personale, raccontando le ricadute che gli attentati terroristici in Europa e i disordini che hanno accompagnato le elezioni presidenziali negli Stati Uniti hanno avuto sul rapporto con gli studenti e le loro famiglie e sulle attività scolastiche (come, ad esempio, l’organizzazione di un viaggio d’istruzione).

Il suo approccio educativo può essere riassunto in quattro punti:

  • ragazzi e bambini hanno bisogno di essere rassicurati sul fatto che gli adulti stanno facendo tutto il possibile per tenerli al sicuro;
  • spesso finiamo col vedere solo ciò che stiamo cercando: se abbiamo paura e cerchiamo segnali di pericolo nel mondo che ci circonda, li troveremo senz’altro e questo alimenterà i nostri timori; dobbiamo quindi cercare di usare il “filtro” giusto per interpretare la realtà;
  • dobbiamo essere consapevoli che i rischi sono dovunque, ma non per questo possiamo lasciare che la paura ci immobilizzi;
  • è necessario chiarire che non possiamo controllare tutto ciò che ci succede, e che per questo, purtroppo, a volte non si può evitare che accadano cose spiacevoli; possiamo però avere il controllo su come reagiamo a quanto ci capita: facciamo in modo che il mondo sia un posto migliore.

 

Leggi l’articolo How to Talk to Kids about Terrorism, Politics, and Unrest in the World Today, di Vicki Davis, The Cool Cat Teacher Blog.

 

L’orrore del terrorismo

Spesso si preferisce evitare di parlare nello specifico del terrorismo, si teme di poter utilizzare il tono o le parole sbagliate, soprattutto quando si ha a che fare con gli studenti più piccoli, come quelli della scuola primaria. Parlare di questi argomenti è però essenziale affinché la scuola si faccia davvero strumento, “intermediario” per capire il mondo.

In seguito agli attentati di Parigi del 2015, ad esempio, molti docenti hanno coraggiosamente scelto di parlare apertamente di quanto accaduto, anche per combattere la disinformazione, la discriminazione e il pregiudizio. I gruppi classe, così, non solo imparano a riflettere e confrontarsi, ma possono diventare dei modelli che permettono di comprendere il funzionamento delle comunità: siamo tutti diversi, ma uniti.

 

Leggi gli articoli Paris attacks: How to explain the horror to children, di Sally Peck, The Telegraph, e Open, honest reflective: how teachers are handling questions about the Paris attacks, di Sarah Marsh, The guardian.

 

Insegnare la politica attraverso il gioco di ruolo

Oggi la situazione politica – a livello locale, nazionale e globale – è instabile e desta non poche preoccupazioni. Anche in questo caso ci riferiamo a un elemento che influisce molto sulle nostre vite e che dunque non può essere ignorato.

Parlare di politica a scuola non significa convincere gli studenti a schierarsi a favore di un partito piuttosto che di un altro, ma insegnare loro a prendere posizione e difendere ciò in cui credono.

Una strategia per stimolare l’interesse della classe potrebbe consistere nel coinvolgerla in un gioco di ruolo, con “personaggi” che incarnano differenti opinioni politiche. È un’attività che necessita una buona organizzazione preliminare, ma che può portare ottimi risultati. Trovate tutti i dettagli su come fare nell’articolo qui sotto!

 

Leggi l’articolo The Value of Role-Play in Teaching Politics, di David Cutler, Edutopia.

 

Avete già provato ad affrontare questi temi durante le vostre lezioni? Che tipo di approccio avete utilizzato? Quali riscontri avete avuto dagli studenti e dalle loro famiglie? Raccontatecelo nei commenti!



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