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L’educazione civica digitale è un tema di estrema importanza in un’epoca in cui la tecnologia ha permeato ogni aspetto della vita, in modo particolare quella di chi è più giovane.
Ecco perché è fondamentale parlare di educazione civica digitale già tra i banchi scuola, inserendo l’argomento all’interno di un percorso già strutturato di educazione civica.
Grazie a un’adeguata conoscenza e preparazione, è possibile favorire un uso responsabile, sicuro e consapevole dei mezzi digitali da parte dei ragazzi.

Ma cos’è di preciso l’educazione civica digitale? Esistono dei materiali a disposizione dei docenti per organizzare una discussione in classe? Esistono attività pratiche con cui è possibile coinvolgere i propri studenti? Sono tutte domande alle quali cercheremo di rispondere con questo articolo.

Cos’è l’educazione civica digitale?

Iniziamo da una definizione: l’educazione civica digitale è l’insegnamento di competenze e conoscenze volte a sviluppare la capacità di partecipare in modo informato e critico alle attività che si svolgono in un contesto digitale.
Ancora prima di educazione civica digitale, quindi, si dovrebbe parlare di cittadinanza digitale. La cittadinanza digitale comprende le conoscenze che ogni individuo dovrebbe padroneggiare quando compie le azioni più comuni online. Tra queste competenze possiamo citare: le abilità tecniche per l’uso degli strumenti digitali, la conoscenza delle norme che regolano l’uso della tecnologia, la comprensione dei concetti di privacy e sicurezza in rete e la gestione del proprio comportamento (compresa la propria reputazione) sui social media.
In sostanza, l’educazione civica digitale raccoglie le nozioni di base che aiutano la comprensione e la gestione delle nostre attività in veste di cittadini digitali responsabili.

Per una spiegazione più completa, potete dare un’occhiata al sito Generazioniconnesse, un progetto del Ministero dell’Istruzione del Merito che ha dedicato un’intera sezione all’educazione civica digitale. E, per un ulteriore approfondimento, vi consigliamo di scaricare anche il sillabo che integra le disposizioni nazionali.
Un’altra risorsa molto interessante è il sito “Crescere cittadini digitali” a cura di Samsung Italia: un percorso di cinque lezioni, pratiche e teoriche, per andare a fondo sui temi più importanti dell’educazione civica digitale.

 

giovani e uso di tecnologie digitaliPerché parlare di cittadinanza digitale e di educazione civica digitale a scuola?

In un mondo in cui la tecnologia è onnipresente, è importante che le scuole siano coinvolte attivamente per non lasciare soli i più giovani nella gestione dei cambiamenti che stanno interessando la nostra società e che sono influenzati in larga parte dalle tecnologie di informazione digitale.

Ci sono diverse ragioni per cui è fondamentale iniziare a parlare di cittadinanza digitale e di educazione civica digitale già a scuola. Innanzitutto, fare cultura su questi temi aiuta gli studenti a comprendere le implicazioni sociali, economiche e politiche dell’utilizzo delle tecnologie digitali. Inoltre, avere consapevolezza di quali sono le dinamiche tipiche del mondo digitale aiuta a proteggere gli studenti dagli effetti negativi di un utilizzo inappropriato della tecnologia stessa e a non cadere vittima di episodi drammatici di cyberbullismo.
Infine, un percorso ben strutturato che tratti questi argomenti può incentivare gli studenti a sviluppare un corretto senso critico e a impostare un’analisi oggettiva dell’immenso volume di informazioni con cui quotidianamente entrano in contatto.

 

Attività da fare in classe per parlare di Educazione Civica Digitale

Per non limitare il discorso solo a concetti teorici, vi proponiamo alcune attività pratiche da fare in classe con i vostri studenti e che possano essere utili per organizzare momenti di riflessione e confronto.
Visto che è consigliabile parlare di questi temi a praticamente a tutte le età, abbiamo suddiviso le attività per livello scolastico: cinque proposte adatte a ragazzi della scuola secondaria di primo grado e altre quattro pensate per chi frequenta la scuola secondaria di secondo grado.

 

Attività pratiche per ragazzi della Scuola Secondaria di Primo Grado (11-13 anni) Come scoprire le fake news

  1. Indagine sui social media: gli studenti esaminano i funzionamenti dei principali social media e discutono insieme al docente di quali sono i comportamenti che le persone hanno quando utilizzano questi strumenti. Gli studenti – sempre seguiti dall’insegnante – creano un account fittizio sui social media per capire come funziona la registrazione e la gestione di un profilo. Inoltre, analizzano le implicazioni di un uso scorretto dei sociali dei social media e gli effetti a lungo termine sulla personalità (es. cyberbullismo, ansia, depressione).
  2. Cittadinanza digitale: gli studenti discutono di come essere cittadini digitali responsabili, esaminando la differenza tra il comportamento online e quello offline. L’attività può essere integrata da un’analisi di alcuni casi pratici che aiutino ad affrontare particolari situazioni online (ad esempio imparare come gestire la propria privacy online).
  3. Analisi delle fonti online: il docente prepara una lista di notizie, tra le quali alcune fake news e divide la classe in due o più gruppi di lavoro. Ciascun gruppo deve indicare quali sono le informazioni vere e quelle false dopo aver effettuato una ricerca delle fonti online. Al termine dell’attività, ogni gruppo di lavoro deve giustificare perché ha ritenuto una notizia vera (o falsa) descrivendo quali sono gli elementi a supporto della scelta effettuata.
  4. Creazione di un codice di buona condotta online: gli studenti lavorano insieme per creare un codice di condotta online che rifletta i valori che ritengono importanti in una comunità digitale. I ragazzi iniziano quindi a discutere tra loro su come dovrebbe essere un comportamento online responsabile e rispettoso per poi creare un documento con una lista di regole sottoscritto da tutta la classe.
  5. Analisi delle truffe online: a partire da alcune comunicazioni promozionali selezionate dal docente, gli studenti devono imparare a distinguere i messaggi leciti da quelli che includono pratiche non consentite come fishing, pharming, smishing, ecc.. Gli studenti esaminano gli esempi di truffe con l’obiettivo di imparare a riconoscerle.
    In conclusione del lavoro, creano una lista di controllo con verifiche più importanti da effettuare quando si riceve un messaggio “sospetto”.

Attività pratiche per ragazzi della Scuola Secondaria di Secondo Grado (14-18 anni)

  1. Analisi dei diritti online: gli studenti esaminano insieme alcune fonti autorevoli. Potete usare la Carta dei diritti di internet disponibile sul sito Generazioniconnesse. In seguito la classe discute di come le leggi sulla privacy e sulla protezione dei dati si applicano in contesti digitali. In aggiunta, è possibile esaminare le implicazioni sociali dell’utilizzo delle tecnologie, come ad esempio la sorveglianza online e la censura.
  2. Ideazione di una campagna di sensibilizzazione: gli studenti progettano una campagna sulla cittadinanza digitale. Ad esempio, creano i contenuti per informare e dare indicazioni su come combattere il bullismo online. Un altro tema di sviluppo può la protezione della privacy online o la prevenzione delle truffe digitali.
    La classe, attraverso un lavoro comune o divisa in gruppi, deve innanzitutto raccogliere le informazioni necessarie a descrivere i diversi temi che compongono la campagna e successivamente li rielabora in materiali condivisibili online (una pagina web dedicata al lavoro) o offline (materiali cartacei da mostrare e/o distribuire a scuola).
  3. Creazione di un sito web: è un’evoluzione dell’attività precedente. Gli studenti creano un sito web che contiene informazioni e risorse sulla cittadinanza digitale e che include approfondimenti riguardanti educazione civica digitale. La classe progetta insieme la struttura del sito e poi si divide in gruppi, ognuno con la responsabilità di curare una parte della sua realizzazione. Infine, il sito internet può essere promosso anche al di fuori della scuola come un presidio di sensibilizzazione e coinvolgimento per la comunità locale.
  4. Dibattito sui diritti degli utenti online: gli studenti discutono sui diritti degli utenti online. La classe può partire da un’analisi delle leggi sulla protezione dei dati personali e della privacy online e verificare successivamente come queste leggi si applicano alle diverse piattaforme.
    Inoltre, gli studenti possono soffermarsi sui compiti e sulle responsabilità delle autorità di regolamentazione nella protezione dei diritti degli utenti e passare in rassegna tutte le modalità a disposizione degli individui per esercitare tali diritti (correzione, trasferimento, cancellazione dei dati personali, ecc.).

Queste sono solo alcune proposte, ma siamo consapevoli che le attività per parlare di educazione civica digitale a scuola possono essere molte di più.
Voi avete già affrontato l’argomento con i vostri studenti? Se sì, vi va di raccontarci le vostre esperienze nei commenti?

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Matteo è Head of Communication & CRM di bSmart Labs. Solitamente scrive. Quando non è impegnato in questa attività legge o vaga per le montagne, senza mai allontanarsi troppo da un computer connesso a internet.

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