Conciliare studio e sport non è sempre facile, tanto che, arrivati a un certo punto, spesso i ragazzi si ritrovano costretti a dover scegliere fra l’uno e l’altro. Questo non dovrebbe mai accadere. Ogni studente dovrebbe vivere in un ambiente sano, dove possano coesistere la scuola e l’attività sportiva.

Abbiamo raccolto per voi le storie più interessanti di atleti studenti.

Paola Egonu

Paola Egonu

Paola Egonu, fonte CONI

A pochi giorni dall’inizio delle olimpiadi di Tokyo 2020, è stato comunicato che sarà un’atleta italiana ad accendere la fiamma olimpica: stiamo parlando di Paola Egonu, opposto della nazionale di pallavolo. A soli 22 anni, la ragazza vanta un palmarès di tutto rispetto: il suo più grande successo è l’argento ai mondiali del 2018, mentre il più recente è il bronzo agli europei del 2019.

Quello che non tutti sanno è che la giovane non è “solo” una pallavolista di fama internazionale, ma è anche un’ottima studentessa. Dopo essersi diplomata all’istituto tecnico nel 2017, si è iscritta a Psicoeconomia, una nuova facoltà che unisce la psicologia e l’economia, sue due grandi passioni all’infuori della pallavolo.

Durante un’intervista, la giovane padovana ha spiegato che unire lo sport e lo studio, entrambi a livelli così alti, non è certamente facile, ma che non ha intenzione di arrendersi. “Con la forza di volontà si riesce a fare tutto. Ovviamente ci saranno dei giorni in cui non ne ho per niente voglia, oppure sono così stanca da non riuscirci. Però il fatto di provarci è abbastanza per me […] È una cosa che faccio per me, quindi ci tengo a farlo, anche se magari ci metterò un po’ più di tempo“.

Paola Egonu è sicuramente un grande esempio per tutti, sportivi e studenti. Inoltre, non è l’unica atleta olimpionica italiana che sta portando avanti un percorso accademico.

Fra la palestra e la biblioteca

In Giappone sarà presente anche Giampaolo Ricci, ala grande della nazionale di basket. Classe 1991, il ragazzo ha contribuito a far qualificare l’Italia ai giochi, evento che non accadeva da 17 anni. Il cestista, oltre ad aver collezionato diversi trofei nel corso della sua lunga carriera, studia Matematica all’università di Bologna.

Giampaolo Ricci

Giampaolo Ricci, (ultimo in alto a destra), fonte CONI

L’Alma Mater vanta diversi olimpionici fra i suoi iscritti: il nuotatore Federico Poggio, il tiratore di scherma Emanuele Lambertini e la velocista Martina Caironi studiano rispettivamente Scienze farmaceutiche, Ingegneria e Lingue. Proprio la campionessa di atletica leggera è stata scelta nel 2016 come portabandiera per le Paralimpiadi di Rio.

Gli olimpionici non studiano solo a Bologna, ma sono sparsi un po’ in tutta Italia. Per esempio, la ciclista Rachele Barbieri (oro ai mondiali 2017) è iscritta a Scienze motorie fra Modena e Reggio Emilia, mentre il trio di schermidori Giorgio Avola, Luca Curatoli (bronzo ai mondiali 2019) e Davide Di Veroli (oro alle olimpiadi giovanili 2018) frequentano Economia e Giurisprudenza a Roma. Giorgio Avola, vincitore dell’oro di squadra alle olimpiadi di Londra 2012, ha spiegato il suo rapporto fra lo studio e lo sport: “Scherma e università sono due scuole di vita. Certo che la mia carriera è importante, però ho voglia di formarmi e sfidarmi anche nello studio e solo ciò mi renderebbe davvero felice“.

Giorgio Avola

Giorgio Avola, fonte CONI

Le Universiadi

Inoltre, ogni due anni gli atleti universitari hanno la possibilità di confrontarsi alle Universiadi. Le ultime si sono svolte a Napoli nel 2019, dove Carlotta Ferlito (olimpiadi 2012 e olimpiadi 2016) ha portato a casa un oro e un bronzo. La ginnasta studia Comunicazione a Milano.

E voi, cosa ne pensate? Avete mai avuto problemi a conciliare studio e sport? Tra i vostri ragazzi c’è un atleta?



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