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coding
In occasione della tre giorni di iniziative organizzata dal Ministero dell’Istruzione presso la Reggia di Caserta dal 25 al 27 novembre per festeggiare il primo compleanno del Piano Nazionale Scuola Digitale, il Ministro Stefania Giannini ha annunciato lo stanziamento di 100 milioni per il rafforzamento delle competenze digitali degli studenti, a partire dal pensiero computazionale: “Ogni studente imparerà a programmare: dal prossimo anno tutte le scuole primarie avranno la possibilità di fare 60 ore all’anno di coding.”

Ma perché conoscere i principi della programmazione e del pensiero computazionale è così importante? Non è quindi solo una competenza informatica da “tecnici”?

Non si sta parlando solo di formare gli studenti affinché siano in grado di scrivere codice per realizzare programmi informatici, ma anche di far loro acquisire le competenze necessarie ad analizzare un determinato problema – anche molto complesso – e trovare la soluzione più efficace per risolverlo attraverso azioni consequenziali.

Già molte scuole hanno fatto esperienze in questo senso utilizzando strumenti come Scratch, avviando progetti di robotica educativa o partecipando a iniziative come Programma il Futuro; voi vi siete già lanciati nella sperimentazione? Abbiamo raccolto alcuni consigli e suggerimenti per chi volesse cominciare.


gamification
Gamification, game-based learning e apprendimento emotivo: tre espressioni di cui oggi si sente sempre più spesso parlare in riferimento alla didattica e all’innovazione delle sue metodologie. Ma quale tipo di approccio implicano? Come possono cambiare nel concreto lo svolgimento delle lezioni e i loro risultati? Ecco allora qualche spunto per riflettere insieme su questi temi.

La fonte dei tre articoli che vi segnaliamo qui di seguito è Edutopia, un portale che diffonde informazioni, esperienze e riflessioni sul mondo della scuola. Si tratta di un progetto della George Lucas Educational Foundation (sì, stiamo parlando proprio dell’uomo che sta dietro le saghe cinematografiche di Guerre stellari e Indiana Jones 😀 ), una fondazione non a scopo di lucro che ha l’obiettivo di ricercare e far conoscere metodi innovativi per migliorare l’apprendimento di bambini e ragazzi.

 


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BYOD
Il BYOD (Bring Your Own Device) è uno dei temi caldi nel mondo della scuola di oggi e continua a raccogliere sempre più consensi. Voi siete tra i sostenitori di questa soluzione? Oppure credete che acconsentire all’introduzione dei dispositivi personali a scuola possa solo contribuire ad aggiungere elementi di distrazione e accentuare il digital divide tra gli studenti?

Nella breve raccolta che segue potrete conoscere l’esperienza di chi ha già adottato questo modello.

 


fumetti
Non solo svago per il tempo libero o distrazione durante la lezioni, ma strumenti didattici efficaci che possono rivelarsi utili a vari livelli. Secondo alcuni docenti ed educatori, i fumetti aiutano gli studenti a migliorare le competenze di lettura e scrittura, a comprendere più facilmente concetti complessi e ad avvicinarsi (se non addirittura ad appassionarsi) alla lettura.

Il loro punto di forza rispetto ai libri è naturalmente la componente visuale, un linguaggio molto più vicino ai ragazzi rispetto al semplice testo scritto, vista la quantità crescente di tempo che passano a contatto con i media di tipo visivo, dalla televisione, ai videogiochi e alla fotografia, che è ormai diventata il loro mezzo di comunicazione privilegiato, soprattutto sui social network.

Ecco quindi alcune riflessioni per valutare se e come integrare i fumetti nelle vostre lezioni.


bsmart classroom
Sin dal suo lancio, abbiamo pensato bSmart Classroom come un ambiente gratuito pensato per facilitare la collaborazione tra insegnanti e studenti all’interno di una classe virtuale protetta, completa e facile da utilizzare.

Proprio perché il mondo della scuola sta oggi attraversando un momento di forte trasformazione, tutti i prodotti del mondo bSmart seguono queste evoluzioni, con aggiornamenti costanti che diano una risposta efficace alle sue esigenze di innovazione.

Per questo negli ultimi mesi abbiamo lavorato intensamente per migliorare bSmart Classroom e pochi giorni fa ne abbiamo rilasciato una nuova versione, ancora più ricca di funzionalità e completamente ridisegnata!

E da oggi, marzo 2020, c’è una grossa novità: bSmart Classroom si arricchisce con Lezione Live, la soluzione di video conferenza che consente al docente di svolgere una vera e propria lezione in diretta video! Vuoi saperne di più? Leggi il post dedicato con tutti i dettagli.


app per la didattica
La grandissima quantità di app e altre risorse digitali disponibili in rete può essere una medaglia a due facce per gli insegnanti: da un lato un pozzo prezioso dal quale attingere nuovi strumenti e contenuti per la didattica, dall’altro un mare sconfinato in cui a volte è difficile distinguere ciò che è utile da ciò che non lo è. Per fare una selezione accurata serve tempo… e pazienza 🙂 ; avere indicazioni attendibili che guidino le nostre scelte è quindi senz’altro un valido sostegno.


Scuola, una sfida da cogliere
Cari docenti,

vi scrivo per la prima volta apertamente, dopo anni trascorsi al fianco di molti di voi a confrontarmi con passione sui temi della scuola, della qualità della didattica, sul ruolo della tecnologia nella scuola, sulla valorizzazione del talento individuale degli studenti… ma anche ascoltando dalle vostre voci la fatica quotidiana dell’essere insegnante, le difficoltà di questo bellissimo e difficile mestiere; condividendo con voi le delusioni, le complicazioni di quando le famiglie non sono alleate su cui contare ma “antagoniste” da gestire, e infine sempre le speranze di cambiamento e il forte desiderio di una scuola migliore.

Poi, mentre ripenso alle conversazioni, mi restano sempre in mente queste tre domande.

 Che cosa significa una scuola migliore? Che cosa significa essere insegnante? E le risposte a queste domande che significato assumono nel contesto attuale? 



Italia scuola nord sud
Il divario scolastico tra nord e sud Italia esiste davvero o è solo un vecchio stereotipo? I test INVALSI hanno rivelato risultati sconcertanti, ma non nuovi. Ma quali sono le origini e le cause di questa situazione?