Ospitiamo qui sul blog un articolo di Michele Trabucco, insegnante di Lettere in una scuola della provincia di Vicenza.
Michele cura la rubrica fissa Insegnanti al microfono della newsletter settimanale di bSmart L’aula insegnanti
Insegno nella scuola secondaria di primo grado. È una nuova avventura per me che avevo solo esperienza di secondaria di secondo grado, eppure è stata una scoperta entusiasmante e sorprendente. Ho visto come non immaginavo, lo stupore, la freschezza e un misto di innocenza e malizia tipica di questa “età di mezzo”.
L’inizio è stato ovviamente di “studio” reciproco: io da una parte ho cercato di ascoltarli, guardarli, “sentirli” (cosa che per altro continuo a fare ogni giorno in classe) e loro che hanno cercato di comprendere il mio carattere, il mio modo di insegnare, le mie aspettative. Un incontro vivo e continuo, che si ripete in ogni lezione, basato sulla reciproca fiducia e il reciproco rispetto.
Nel mio fare ed essere insegnante, uno degli elemento che ritengo fondamentale è l’atteggiamento appena si entra a scuola, anzi non solo in classe, addirittura varcato il cancello d’ingresso della scuola. Pur con le inevitabili difficoltà, sia personali che didattiche, credo fermamente che il docente deve arrivare a scuola sereno e felice di quello che ha scelto di fare come lavoro e di quello che farà con i suoi alunni.
Gli studenti devono percepire, almeno in linea generale, che l’insegnante è contento del suo lavoro e anche che si diverte in classe. Io se posso cerco sempre di farmi qualche risata insieme ai miei alunni e alunne, di scambiare sorrisi, oltre che sgridate e “occhiatacce” per tenere l’ordine e il rispetto.
Per questo uno dei progetti che ho voluto fare con una mia classe seconda di quest’anno è stato il giornalismo. Non solo come strategia per acquisire competenze di scrittura ma anche di competenze di soft skills, di cooperative learning e di question learning.
Ho proposto loro di diventare giornalisti.
Innanzitutto abbiamo studiato le tecniche di scrittura, poi l’organizzazione di una redazione giornalistica, e poi messo tutto in pratica.
Le tecniche di scrittura le abbiamo maturate nel tempo, attraverso la lettura dei quotidiani, poi l’analisi dei diversi tipi di articoli (cronaca, di fondo, culturali, sportivi,ecc), la individuazione dei titoli, avendo solo l’articolo, l’intervista, le vignette.
Un’altra parte delle lezioni è stata fatta sulla conoscenza dell’organizzazione del giornale, tra direttore, giornalista e inviato. Essendo io giornalista pubblicista ho voluto anche fargli fare con il cartoncino colorato la tessera del giornalista, con foto, intestazione, e spazio per il timbro che è stato messo dalla dirigente scolastica quando le è stato presentato il progetto e dopo che avevano “superato” l’interrogazione sulla libertà di espressione, basata sugli articoli della Costituzione e il Codice deotologico del giornalista. Così abbiamo sistemato anche l’educazione civica.
Con la collega di arte ed immagine hanno preparato con della stoffa un rettangolo con la scritta PRESS, attaccata con le spille alle pettorine colorate di educazione motoria della scuola.
Poi con le pettorine e il tesserino timbrato, abbiamo organizzato l’intervista alla DS, che gentilmente si è prestata ad ogni tipo di domanda. A questa abbiamo aggiunto anche l’uscita sul territorio durante il mercato del paese, così riconoscibili hanno fatto diverse interviste alle persone, ai negozianti, sviluppando anche capacità di organizzazione di relazione, di didattica outdoor.
Infine stiamo organizzando un incontro con giornalisti professionisti che vengano a parlarci della loro esperienza quotidiana lavorativa.
Tutto il lavoro sarà poi pubblicato e stampato su un giornalino della scuola.
Non ultimo desiderio, è quello di creare con altre scuole una rete nazionale, per poterci confrontare tra alunni e alunne e anche insegnanti che fanno in classe il giornalino.
Sarebbe davvero bello se si potessero mettere in rete tutte queste forze, attività e opportunità, magari organizzando delle “missioni da inviato” in altre scuole per ascoltare, raccontare, vedere e confrontarsi con altri coetanei e altri colleghi.
Se avete questa curiosità e se volete unirvi per dare inizio alla rete nazionale delle scuole con il giornalino, scrivete a michetrab@gmail.com.

